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[TiaccaciProduzioni] FUMARE MARIJUANA RENDE KOMUNISTI!

Modificato da anonimo il 25 Novembre, 2006 - 19:14.

Tiaccaci Produzioni

Dal forum di Tiaccaci Produzioni

 

In principio ci dissero che faceva morire....

Poi vedendo che nessuno moriva hanno pensato: "Cazzo! Forse l'abbiamo sparata grossa, diciamo che fa impazzire!".

Qualcuno li ha visti strani, non conformi, particolari...ma pazzi di sicuro no...anzi.

Violenti? Niente, neanche a dirlo, si direbbe il contrario.

Allora hanno pensato: "Visto che non fa danni rilevanti, diciamo che porta automaticamente a sostanze dannose!".

Ma ingenuamente hanno commissionato una ricerca in merito...e hanno scoperto che casomai è il contrario, la si poteva benissimo usare come disintossicante da sostanze pericolose...e poi c'erano i numeri che parlavano chiaro...

Cent' anni, e dico cento!, sono passati dalla prima volta che l'opinione mondiale (prevalentemente statunitense) si è interessata al fenomeno Canapa.

A dir la verità, la Canapa e successivamente Marijuana e Hashish, hanno sempre avuto a che fare con l'uomo. Ci sono testi, racconti ed aneddoti sulla Canapa, scritti in epoche assai remote.

E oggi, nel 2005, c'è ancora qualcuno che fa confusione, qualcuno che mente, qualcuno che se ne approfitta, qualcuno che la usa per rilassarsi e qualcuno che la usa per prendere voti, qualcuno che soffre, ma non può curarsi, qualcuno che va in galera, qualcuno che viene umiliato...qualcuno che s'ammazza.

Mi sono fatto, mi sono state fatte, e continueranno a farmi mille domande. Ecco alcune risposte.

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Il Buddista

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 11 Ottobre, 2007 - 16:37.

(Grazie ad Enrico Fletzer per la segnalazione) 

Pubblichiamo una traduzione fino ad ora inedita di un testo di Philip K. Dick a cura di Valerio Evangelisti. Parla di sindaci buddisti, lavavetri, spray, legalità. E a noi sembra che più che con il futuro, abbia a che fare con un presente che (ahinoi) ben conosciamo.

4 ottobre 2007 - Philip K. Dick ((traduzione di Valerio Evangelisti))

Il sindaco mostrò sconcerto e sbalordimento. Tuttavia si tenne calmo, come era suo costume. «Se ci togliete anche la pena di morte, dove vanno a finire le autonomie locali?»

Il ministro sollevò un sopracciglio. «Sa meglio di me che quella sanzione non è concessa. Né dalla Costituzione, né dalle vigenti leggi.»

Questa volta il Buddista, così chiamato per la proverbiale impassibilità, non poté non alterarsi un poco. «Mi prende per stupido? Sto parlando non di esecuzioni sommarie, ma di morte per fame! L'ho applicata mille volte e non avete obiettato nulla!»

«Quando mai l'avete applicata?» domandò il ministro, sempre più frastornato.


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Quando la notte scende due volte

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 20 Luglio, 2007 - 20:48.

Da Liberazione

Quando il corteo entra silenziosamente nella piazza dove ogni anno si svolge il festival di Castro Caro Terme, anche le luci di chi lavora nei preparativi dell'evento si attenuano per un attimo, quasi intimorite dal silenzio delle 1000 persone che con le loro fiaccole hanno attraversato il paese  in memoria di Alberto Curiali. La storia di Alberto purtroppo è simile a quella di Giuseppe Ales, anch'egli suicidatosi, dopo essere finito nelle pagine dei giornali locali, per aver infranto la legge per possesso di Cannabis.

Storie queste che lasciano profondi segni nelle coscienze, e che evidenziano quanto sia dannoso l'intreccio che si è costruito tra le ideologie securitarie e le retoriche mass mediatiche sul fenomeno delle sostanze stupefacenti, un meccanismo devastante quando  persone “normali”, incensurate, finiscono per essere messe alla berlina mediatica senza appello.

Per molti di questi giovani, una volta fermati si crea una situazione complessa dal punto di vista psicologico, una sorta di fine del progetto di vita, rafforzata dal fatto che la nuova legge prevede, se il giudice ti riconosce colpevole un minimo di 6 anni di carcere. Diventa difficile uscire di casa con  lo stigma impresso sulla pelle di “drogato”, come il rapporto di fiducia violato con i genitori. Si dirà che i giornali non ci mettono il nome, e che fanno il loro mestiere, vero, ma mettono tutti gli indizi per fare una spietato “indovina chi”, che si risolve subito in un paese di poche migliaia di abitanti. E lo stesso discorso vale per le forze dell'ordine.


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War on drugs: una crociata bipartisan che fa male a tutto

Modificato da robbi il 14 Luglio, 2007 - 17:21.

Don Andrea Gallo

Cammino da quarant'anni sulla strada e rispetto la fatica di chi deve affrontare, con i propri figli, un percorso lungo e difficile. Mi sento vicino a coloro che non hanno mai la parola. Al contrario di molti che la monopolizzano, esercitando un vero colonialismo nella società. E sento il dovere di avvertire i giovani dei pericoli che corrono e delle risorse di cui possono disporre.

Nei confronti degli altri (media, politici, benpensanti, chiese, scuola) è mio diritto ridimensionare i problemi della dipendenza, chiarendoli in modo lucido nelle analisi e nella sintesi. Bisogna confrontarsi lealmente, approfondire e non ritenere verità assoluta la propria visione della realtà «droga». In questo campo minato, le metodologie devono costruirsi in un processo di trasformazione sociale collettiva.

L'allarme e l'emergenza di questi giorni costruiscono una deleteria disinformazione. Circolano falsi miti e leggende che fanno notizia, come «fuma uno spinello e muore». E quasi sempre chi lancia allarmi non costruisce politiche del bene comune. Si abbia il coraggio di affermare che le «droghe» non sono il vero e il primo rischio per la stragrande maggioranza dei giovani.

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PERÙ: DROGHE, MENZOGNE UFFICIALI E NORMALIZZAZIONE

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 9 Aprile, 2007 - 23:22.

PERÙ: DROGHE, MENZOGNE UFFICIALI E NORMALIZZAZIONE

Tratto dal Argenpress.info del 4 aprile 2007

di Alexandro Saco

Traduzione a cura di Andrea Turchetti (antiproibizionisti.it)

In senso stretto la lotta contro le droghe non esiste. La droga principale, l'alcol, viene sponsorizzata, promossa ed è divenuta parte del mercato globale. Questo mentre la stigmatizzazione delle altre sostanze che generano dipendenza e danneggiano la salute non contribuisce affatto a ridurre la dimensione del mercato. La presunta guerra al commercio illegale di cocaina è inscritta in un contesto di mezze verità e di manipolazione come quella del Presidente García degli ultimi giorni. Gli annunciati bombardamenti nelle zone della coca sono solo un aspetto del problema. Qualcuno ricorda quando è stata l'ultima volta che è stata smantellata negli Usa una grossa organizzazione mafiosa dedita al commercio illegale di cocaina?

Se ci fosse la volontà di andare a fondo nella questione, l'aritmetica tornerebbe utile. I cento milioni di dollari annui che mediamente si impiegano per la cosiddetta guerra al commercio illegale di cocaina, attraverso aiuti intergovernativi, potrebbero abbondantemente acquistare tutto il raccolto di foglia di coca legale e illegale che si coltiva in Perù. Ovviamente, per diverse ragioni, l'equazione non è così semplice, anche se evidenzia il grado di decontestualizzazione raggiunto dal dibattito. Da un lato i 'cocaleros' indicati come il principale fattore di squilibrio, dall'altro neppure un accenno alle mafie che negli Usa, in Europa e in Giappone moltiplicano fino a cento volte il valore di un chilo di cocaina. Agire con questa logica permette la continuità per decenni, durante i quali non si riduce anzi, al contrario, si incrementano il consumo e le azioni criminali ad esso legate.


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International Film Festival @ Cannabis Tipo Forte 2007 - Regolamento

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 25 Marzo, 2007 - 22:45.

Manifesto, clicca per la versione stampabileCANNABIS TIPO FORTE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

I° EDIZIONE - BOLOGNA, 1,2,3 GIUGNO 2007

REGOLAMENTO

Art. 1 – Possono partecipare al concorso tutti i registi- artisti (singoli o gruppi) e autori che con le loro opere desiderano parlare di canapa/cannabis, mettendone in risalto aspetti e tematiche legate ai molteplici usi (siano questi in ambito medico-terapeutico, religioso o ludico).

Art. 2 – I partecipanti possono inviare le loro produzioni rientranti in una di queste sezioni:

a) cortometraggi fiction (da 1 a 15 min. circa)

b) mediometraggi fiction (da 15 a 30 minuti circa)

c) documentari

Art. 3 – Saranno accettate solo opere autoprodotte ed indipendenti, che non hanno mai ricevuto sovvenzioni, contributi o sponsorizzazioni.

Art. 4 – Le produzioni dovranno essere inviate in duplice copia in formato DVD. In una busta chiusa allegata alle copie dovrà essere contenuta la seguente documentazione: - generalità dell’autore: nome, cognome, indirizzo completo, numero di telefono e cellulare, indirizzo mail, età, professione e sezione a cui si intende partecipare; - descrizione e commento del prodotto che si presenta, sceneggiatura, specificando la durata, i costi sostenuti e la data di ultimazione. - La dichiarazione firmata “Autorizzo il trattamento dei dati ai fini istituzionali (L.675/199)” ed una liberatoria che autorizzi l’organizzazione a proiettare i video durante le giornate in cui si terrà il festival ed in ogni altra occasione legata alla promozione e diffusione del concorso, anche per le prossime edizioni, senza nulla dovere a chi ne detiene i diritti. Ovviamente i video devono essere regolarmente registrati.


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I consumatori ringraziano

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 16 Marzo, 2007 - 12:39.

Da Fuoriluogo.it, - 15 marzo 2007

Il Tar boccia il decreto Turco sulla Cannabis. Ecco la dichiarazione di Franco Corleone, segretario di Forum Droghe.

"Finalmente abbiamo compreso perchè il movimento di difesa dei consumatori in italia è cosi debole!" Così Franco Corleone, segretario di Forum Droghe, commenta la notizia appena battuta dalle Agenzie della bocciatura da parte del Tar del decreto Turco sulla Cannabis.

"Per quanto riguarda la decisione del TAR - continua Corleone - appare ad una prima lettura assolutamente immotivata e senza fondamento non diciamo giuridico ma neppure di elementare sensatezza. Fu la commissione stessa a dichiarare l'arbitrarietà del moltiplicatore affidato alla mera discrezionalità politica. Ma il TAR non è intervenuto su questo punto: con una decisione politica ha respinto una decisione politica del ministro Turco."

"Forum Droghe e Fuoriluogo - precisa inoltre l'ex sottosegretario alla Giustizia - quando si discusse di questo argomento suggerirono la via maestra di abrogazione della legge Fini-Giovanardi ma in particolare per l'abrogazione integrale della tabella costruita dalla Commissione di stretta obbedienza dell'ex Ministro Storace."
Corleone conclude con un appello al mondo politico: "Ora non rimane che il ricorso al Consiglio di Stato ma soprattutto una scelta netta, politica e non amministrativa, per cambiare la legge repressiva e proibizionista."


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Sondaggio 2006 T.I.A.C.C.A.C.I. produzioni

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 22 Dicembre, 2006 - 17:21.

Risultati

I partecipanti sono 422

Il più giovane partecipante ha 15 anni, il più vecchio 56.

L’ 82% è composto da maschi, il 18% da femmine,

Il fumatore più costante fuma da 38 anni quotidianamente (sono 2)

Il 75% assume cannabis quotidianamente, il 13% occasionalmente, , il 7% settimanalmente, il 4% solo nei W.End, l’1% mensilmente.

Il 57% lo fa per puro piacere, il 15% per curiosità, il 12% ha deciso di assumere cannabis contro lo stress, il 6% perchè coinvolto dal gruppo...il 12% non ha idea del perchè ha cominciato.

In genere i fumatori da noi intervistati, assumono, oltre la cannabis, anche alcol in maniera occasionale (58%), il 17% invece, lo fa in maniera quotidiana o cronica.

Il 18% non assume nient'altro che cannabis, mentre il il 7% assume varie droghe (coca, funghi, mdma)


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[ADUC] Messico. Giurista: legalizzare le droghe e' modo concreto per combattere violenza e narcotraffico

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 27 Novembre, 2006 - 00:21.

Luis de la Barreda Solorzano, professore di Diritto Penale e direttore dell'Instituto Ciudadano de Estudios Sobre la Inseguridad, ha spiegato al giornale Cronica che "la legalizzazione multinazionale e sistematica delle droghe" sarebbe un modo concreto di combattere, sia le organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, sia la violenza che le caratterizza, poiche' con i loro traffici fomentano l'illegalita'. Se si legalizzassero le droghe, cesserebbe il narcotraffico. Certo, contemporaneamente sarebbe importante che lo Stato creasse delle cliniche dove qualunque tossicodipendente potesse ricevere un aiuto; ma intanto il traffico di droghe smetterebbe d'essere un affare e non esisterebbe piu' come attivita' delittuosa. Il criminologo ha poi proseguito spiegando che i secoli XX e XXI si caratterizzano per i progressi nella chimica, cosi' che le sostanze definite "illecite" sono alla portata di chiunque, ed e' praticamente impossibile che non diventino oggetto di traffico illecito. Mentre sarebbe molto piu' facile controllarle attraverso la legalizzazione, giacche' "l'esperienza di tutto il mondo indica che non esiste un solo caso, uno solo, in cui si sia riusciti a sconfiggere il narcotraffico per via poliziesca". La forza delle droghe tra i giovani, ha poi spiegato, deriva dal fascino della cosa proibita, che permette di fuggire dalla realta'; essi ascoltano non solo chi gli promette il paradiso, ma anche coloro che promettono un inferno divertente.


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A proposito della nuova legge sulle droghe... (di Franco Casalone)

ritratto di marcello
Modificato da marcello il 10 Maggio, 2006 - 20:49.

Clicca per leggere il libro 'Il Canapaio 2'Fonte: enjoint.com 

Pubblichiamo un articolo inedito di Franco Casalone, autore di alcune tra le principali pubblicazioni italiane dedicate alla cultura e alla coltura della cannabis tra cui "Il Canapaio" e "Canapicoltura Indoor".

Riflessioni e pensieri riguardanti la nuova legge sulle droghe. Da leggere e far leggere.

1 - Si è voluto ribadire il principio che “è vietato drogarsi”. Ma uno Stato di diritto, che si dice civile e democratico, non può intervenire su un comportamento privato. A casa mia, finché non danneggio qualcuno, posso comportarmi come più mi pare e piace, e nessuno ha il diritto di vietarmelo. Se si accetta una simile imposizione, possono allora essere controllati e puniti i più diversi comportamenti, come ad esempio alzarsi o dormire ad una certa ora, mangiare alcuni cibi, vestirsi in un certo modo, disegnare o scrivere qualcosa di “sconveniente” e così via. Anche la sanzione amministrativa, già in vigore con la legge precedente, prevista per un uso strettamente personale, è un assurdo, perché comunque punisce un atto personale, che non interferisce con l’esistenza degli altri esseri.

Il concetto di “droga” è del tutto arbitrario e creato per inserire nel immaginario della gente un’immagine di negatività di certe sostanze rispetto ad altre. Che non ci vengano a dire che le cosiddette “droghe” proibite e inserite nelle tabelle sono nocive per la salute, perché questo stesso sistema ha creato un’infinità di sostanze veramente nocive (bastino come esempio i derivati del petrolio, o lo zucchero bianco raffinato) e ne pubblicizza l’uso a seconda delle convenienze del momento.


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